Il Mutamento dell’Approccio dell’Islam nei Confronti delle CryptoCurrency

crypto islam

Archivio, 6 maggio 2018, cryptoeconomy e rapporti tra Islam e cryptocurrency

Come anticipato in gennaio c’era da aspettarsi un’evoluzione dell’orientamento dell’Islam verso la cryptoeconomy e, in particolare, le cryptocurrency.

Se da una parte sono tipici gli sviluppi dottrinali, anche in contrapposizione di vedute, nell’interpretazione degli affari secolari da parte di chi ha il compito di indicare la via nel mondo musulmano, sotto altra ottica non bisogna dimenticarsi che esso è composto complessivamente da più di un miliardo e mezzo di persone (con trend di crescita elevato), e cioè un mercato tutt’altro che trascurabile.

Ecco quindi che la comparsa di Noorcoin, start up di origine indonesiana con sede a Singapore, che si propone di portare i benefici derivanti dall’utilizzo della blockchain ai fedeli musulmani attraverso l’emissione tecnica di un ICO. Il fattore chiave della strategia di Noorcoin è operare in un ambito ‘halal’, e cioè di libertà di utilizzo dottrinale, senza infrangere i precetti della Shari’ah. Per far questo il livello operativo e tecnico sono descritti nel whitepaper, e non si discostano da simili iniziative in ambito cryptoeconomy, mentre è il livello tattico che merita attenzione. Anzitutto la composizione del team e degli advisor, con componenti di alto livello nel contesto politico indonesiano, in ambito arabo e in quello delle start up. Soprattutto però la Noorcoin ha commissionato a BlossomFinance, società di investimento e consulenza finanziaria specializzata in finanza sostenibile anche di matrice islamica, una ricerca sull’adesione dottrinale della cryptoeconomy. La ricerca(*) è stata condotta da Muhammad Abu Bakar, Mufti e responsabile della Shari’ah compliance per Blossom Finance con notevole c.v. in tema di finanza isalmica: essa porta nelle conclusioni (con qualche distinguo e con logiche argomentazioni) la sostanziale conformità della cryptoeconomy e dei sui diversi ambiti applicativi alla Shari’ah. Il tutto si risolve con l’apposizione del bollino del World Shariah Advisory Commitee a Noorcoin ed a ciò che andrà a fare.

Le osservazioni sono intanto che del World Shariah Advisory Commitee non si trova traccia in osint. Questo pur essendo insolito però non è strano, essendo la galassia dei board, commitee, council e quant’altro di conformità alla Shari’ah molto ampio e variegato: può darsi benissimo che esso sia stato formato per l’occasione e la presenza in rete sia work in progress. Poi l’iniziativa, lato start up, ha tutte le caratteristiche per decollare: essa è ben strutturata in ogni sua parte ed è tra le prime che si rivolge al mercato musulmano in maniera coerente. Infine Noorcoin sdogana le cryptocurrency in un contesto per cui, qualora vi fossero state precedenti remore, viene spianata la strada ad utilizzi non più religiosamente ambigui quali qielli criminali e di terrorismo.

(*) non tragga in inganno la data di pubblicazione indicata sulla prima pagina del paper: è un errore di stampa, il paper è del 2018.

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