The Libra Observer

⚖️The Libra Observer: Intelligence Crypto News di Gennaio

Intelligence Crypto News di gennaio

Analisi di Intelligence Economica su Crypto Crimine, Libra, CBDC e Telegram

È uscito il report relativo al 2019 di Chainalysis con riguardo l’analisi dei crypto-crimini. A livello macro risalta anzitutto che le attività illecite rispetto ai due anni precedenti sono più che raddoppiate, attestandosi ad un livello dell’1,1% del totale degli scambi in cryptocurrency, con equivalente in cifre pari a 11,5 USD mld. Preoccupante la crescita della percentuale, di meno l’entità della cifra che rimane una risibile nicchia rispetto agli illeciti stimati in valuta fiat.

La componente principale è costituita dalle truffe, attuate soprattutto attraverso schemi Ponzi e ICO. Questo a dimostrazione sia dell’ignoranza di mercato, che ancora caratterizza chi vi si approccia richiamato da facili guadagni, sia della scarsa opera di formazione attuata dai media, nonostante la copertura molto articolata presente con costanza anche in testate generaliste a larga diffusione. In crescita relativa le transazioni sul darknet, i furti, i riscatti in seguito a ransomware e il terrorismo.

Come sempre Chainalysis non cita le fonti delle analisi quindi è difficile capire l’attendibilità di quello che afferma. Se per alcune casistiche (truffe, marketplace darknet, e un po’ i furti) è intuibile la metodologia di analisi, che deriva dal cross tra dati interni e statistiche pubbliche, per altre (terrorismo, mercato pedopornografico) l’estrapolazione del dato conclusivo è, in assenza di descrizione di processo, di origine arbitraria.

A livello micro invece vengono messi in luce due interessanti fattori. Il primo è l’attività, impropriamente definita OTC (non esiste la canonica differenza ‘In/Over The Counter’ nei cryptomercati) in mancanza di meglio, degli operatori con funzioni di broker che mediano in proprio tra singola domanda e offerta e, successivamente, si rivolgono agli exchanger per gli scambi che derivano dalla conclusione dell’accordo. Chainalysis, basandosi sul fatto che gran parte delle transazioni illecite facenti capo a due exchanger analizzati provenivano da OTC, evidenzia la potenziale pericolosità dei broker in termini di tracciamento.

Il secondo fattore, il proliferare di exchager decentralizzati, tipo Bisq, dove il no-rule è la regola e quindi se ne evidenzia anche qui la potenziale pericolosità. Il commento è il medesimo di prima: se da una parte la messa in luce è un fattore positivo dell’analisi, non ci sono evidenze nell’attendibilità delle conclusioni di pericolosità ma solo supposizioni. Quindi è necesssario prendere le deduzioni di Chainalysis sempre con il beneficio di inventario, anche perché le cryptocurrency rimangono, se opportunamente utilizzate, un ottimo veicolo di riciclaggio non tracciabile e di cui sicuramente Chainalysis non ha piena consapevolezza quantitativa, basando le sua analisi solo sui dati derivanti dalla propria attività.

Per le attività di intelligence connesse al mondo crypto di Iran, Cina e terrorismo ottima analisi su Forbes.

Per Libra perdura il doppio binario già sottolineato. Il singolare scenario che si presenta è che, da una parte, l’iniziativa continua a perdere pezzi (del calibro questa volta di Vodafone), mentre dall’altra essa continua a progredire nella sua organizzazione interna con l’inizializzazione di un comitato tecnico ad alto standing per guidare lo sviluppo tecnologico. Nel mezzo l’Australia che si espressa possibilista nell’intento di studiare nuovi metodi regolatori dato l’evolversi del fintech, tra cui Libra. L’analisi ricalca quella del mese scorso, e cioè che il progetto prenderà vita nei termini ma in che maniera si svilupperà rimane ancora un mistero

Libra ha avuto un grande merito (assieme alla Cina) e cioè quello di smuovere le acque istituzionali sulla necessità guidare la crypto-digitalizzazione delle valute fiat (Central Bank Digital Currency). Attualmente il tema più interessante di economic intelligence riguardo la cryptoeconomy è il dibattito, molto ricco di documenti e opinioni, che intercorre ai diversi livelli circa le prospettive di ciò che si dovrebbe affrontare, a medio termine, con emissioni di stablecoin di stato o sovra-nazionali.

L’attenzione è riposta nei test operativi, come SandDollar della Banca Centrale di Bahamas, nelle linee definitorie sempre più accurate del progetto di cryptoYuan cinese, nelle analisi di influenza delle stablecoin e ipotetiche CBDC sui sistemi attuali, nel pensiero degli opinion leader e sulla predisposizione di diversi istituti centrali e loro gruppi di studio comuni su come affrontare ed essere attori del cambiamento. Interessanti anche le opinioni dei portatori di interesse del Dollaro USA, come per esempio IMF, che nessuna convenienza ha che le CBDC vedano la luce.

Ciò che sta per delinearsi è infatti un capitolo nuovo della ‘monetary economic warfare’ che da anni vede USA contro tutti tutti. Le CBDC e le stablecoin private sono una ennesima seria minaccia per l’egemonia monetaria più che secolare dell’USD. Intanto a farne le spese è Telegram con Gram. La vicenda è simbolica perché Telegram non è né una banca centrale né un colosso del calibro di Facebook ma, tuttavia, l’emissione di una sua cryptocurrency può risultare un fastidioso precedente in considerazione del numero di account che fanno capo all’app di messaggistica. D’altra parte Pavel Durov ci ha messo del suo facendo degli errori strategici fondamentali, primo tra tutti la scelta della giurisdizione di emissione dell’ICO.

Ecco quindi che gli USA stanno ingabbiando Telegram, attraverso SEC, in una causa relativa la natura di commodity del token dell’ICO, quindi sull’osservanza delle regole della conoscenza dei dati e dei conti degli acquirenti (diretti e indiretti) dei 1,7 USD mld di token (venduti negli USA e ritenuti dalla SEC strumenti finanziari e non commodity) e sul rispetto delle normative sulla privacy verso gli acquirenti stessi (in tutti i paesi in cui i token sono stati venduti). È chiaro che si punta allo sfinimento di Telegram, la quale è impossibilitata a fornire i dati richiesti.

Un primo risultato è stato che il 6 gennaio Telegram ha fatto marcia indietro, rispetto ad ottobre 2019 quando l’operazione Gram fu dettagliata, dichiarando che i wallet di Gram non saranno incorporati nell’app di messagistica ma gestititi da un’applicazione terza. Lo scenario per Telegram appare incerto rispetto alla road-map annunciata ad ottobre.

Dal 10 gennaio è entrata in vigore 5AMLD, aggiornamento della direttiva europea antiriciclaggio, che comprende tra i destinatari exchanger e gestori di wallet. Il 2 gennaio l’italiana CONSOB ha pubblicato il proprio punto di vista sui cryptoasset.

Innovation Intelligence Analyst | Meditator Zombie | Middle Age Hikikomori | Digital Borderline | Has A Black Hole Under The Pillow |A Bad Product Of💜Venezia🦁

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