Focus

👀Virus: Terrorismo, Intelligence, GPU, Profitti, Internet. Spazio, ChatBot e Smart-Society

innovation intelligence report

Focus: Terrorismo, Intelligence, CrowdGPU, Profitti e Rete vs.Virus; Space Mobile, ChatBot Down e da Smart-City a Smart-Society

Come reagiscono ISIS e Talebani alla pandemia.

L’intelligence americana evidenza che i numeri cinesi non tornano con riguardo il virus, se confrontati con le forniture inviate e i loro tempi di invio. In Italia non torna invece il confronto, su dati ISTAT, tra numero di decessi dello scorso anno e quello di quest’anno.

In Israele la gestione dell’approvvigionamento delle risorse sanitarie per la crisi affidate all’intelligence (fonte non verificata).

RAND Corporation e Time analizzano i pro ed i contro dell’attività delle agenzie di intelligence forzate al remote-working, concentrandosi su governance e policy della classificazione della segretezza delle informazioni (valenza anche aziendale). Foreign Affairs invece analizza l’adattamento.

La potenza computazionale condivisa di un milione e mezzo (in crescita) di GPU e CPU per combattere COV-19 attraverso la ricerca nell’ambito della simulazione proteica.

La parte del leone in questo periodo lo stanno facendo senza dubbio i big-one’s tecnologici. Non è solo il fattore di natura economica derivato dalla situazione sociale, per la quale l’unica maniera in cui lo scambio di informazioni e il commercio di beni non essenziali, quali l’intrattenimento, può essere gestito è quello digitale, con gli ovvi incrementi di fatturati di settore. L’aspetto più importante è la pervasività che i macro-attori stanno consolidando nelle azioni di affiancamento e, molte volte, sostituzione dell’attività pubblica di sostegno alla crisi; all’opposto della medaglia essi si rivelano gli unici interlocutori su cui l’individuo può contare. Considerando che la ‘res pubblica’ non è il fine di questi operatori, i quali si sono tutti senza eccezioni distinti nel passato per considerare i dati degli utenti cosa propria, l’allarme per il futuro della privacy nelle sue diverse declinazioni è rosso.

Dopo 50 anni, e un’espansione esponenziale che ha portato la rete a diventare l’unico vettore di comunicazione mondiale affidabile, alla prova pandemia essa dimostra di essere in ottima saluta e tosta: decentramento e resilienza le parole chiave.

Mentre Lynk ha connesso un normale cellulare con un satellite, ed ha inviato un SMS, OneWeb, dopo il lancio di 74 satelliti su 650 per l’internet dallo spazio, dichiara bancarotta.

Il declino di quella che sembrava una killer app, le chatbot: si ritorna alle app tradizionali.

Un paper, pubblicato su Engineering di gennaio e prodotto da ricercatori multisettoriali dell’Università di Parma, aiuta a spiegare i processi di passaggio dalle Smart-City alla Smart-Society. Dall’idea di Society 4.0, basata sulla massimizzazione dell’interazione uomo-macchina consentita da Industry 4.0 e limitata a fini specifici , AI permette interazione con qualsiasi tipologia di dato (biologico, ambientale, comportamentale) alla base di Society 5.0 ed amplia le finalità sociali del progresso economico. Nel modello concettuale di Smart-Society il paradigma, attraverso l’interazione dinamica, infine viene rovesciato: la conoscenza digitalizzata e condivisa è governata da AI ma finalizzata alla sostenibilità centrata sull’uomo.

Nel paper è presente qualche forzatura, concettualmente necessaria, dovuta al bisogno di standardizzazione massima di prodotto e all’esempio di studio, molto di nicchia per essere sufficientemente rappresentativo.

Innovation Intelligence Analyst | Meditator Zombie | Middle Age Hikikomori | Digital Borderline | Has A Black Hole Under The Pillow |A Bad Product Of💜Venezia🦁

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